| 9 gennaio 2010 21:00 | a | 31 gennaio 2010 23:00 |
Programma:
Sabato 9 gennaio ore 21
Areté Ensemble
“The Problem – Amorose confessioni”, di A.R. Gurney Jr.
tradotto, diretto e interpretato da Annika Strøhm e Saba Salvemini
Una coppia trentenne al decimo anno di matrimonio. In un tardo pomeriggio nello studio di casa. La moglie annuncia di essere incinta.…ne nascono una serie di confessioni sempre più intricate. La storia di due sposi alle prese con i loro desideri inconfessati. La storia di una coppia che organizzando una recita svela e gioca i suoi meccanismi. In scena due attori. Il tema è la coppia ed i suoi giochi. I principi di analisi partono da una serie di studi che mettono l’accento sui diversi giochi di ruolo che gli esseri umani intessono tra di loro. Una commedia divertente recitata in un curioso naturalismo che fa del pubblico un voyeur divertito e degli attori i possibili vicini di casa.
“Una trattiene in basso
l’altro trattiene in alto
cosa ?”
A.R.Gurney Jr. è nato nel 1970 a Buffalo, New York. Romanziere e drammaturgo. Ha insegnato per diversi anni al M.I.T., Massachusetts. Durante la sua carriera ha vinto una gran quantità di premi ed è ora membro del Theatre Hall of Fame e dell’American Academy of Arts and Letters.

Sabato 16 gennaio ore 21
Kataklisma
“Ciao bella – istruzioni per un buon risveglio”
di e con Elvira Frosini, regia e drammaturgia Elvira Frosini
disegno luci Ilaria Patamia
registrazioni audio Marco Fumarola
voci registrate Marco Fumarola, Elvira Frosini
Spettacolo di teatro fisico. Una sola persona in scena. Una donna vestita di bianco e di rosso. Uno sguardo ironico, divertito e desolato sulla Bella Addormentata come metafora di questi tempi offuscati, patinati e narcolettici. Il titolo richiama il nome dell’ultima festa romana del partito democratico, ex festa dell’Unità, tragica inversione dei termini consueti di origine partigiana: bella ciao. Procedendo per accumulazione di linguaggi, slittamenti, associazioni, ellissi, il lavoro si muove tra la fiaba e Beatiful, tra slogan politici e jingle, consigli per gli acquisti e chat da rotocalco, sullo sfondo della fine della Storia.
La Bella Addormentata non ha più davanti l’orizzonte del risveglio? Chi la sveglierà? Un ranocchio, un principe, un generale, un top manager, un Presidente del Consiglio, un presentatore, un assassino, uno slogan politico? In questo sonno la performer incastra azioni, trasla posizioni, incarna immaginari posticci, posture, cliché, intavola piccoli dialoghi con il pubblico, inscena a più riprese tentativi di risveglio, chiusa nel reticolato di oggetti/feticcio che ne determinano l’esistenza nello spazio vuoto della scena. La figura-archetipo della Bella Addormentata si diluisce, si espone, si banalizza, diviene il desolato simulacro di questa melma zuccherina e asfittica, di questo Bel Paese tronfio e sonnolento che ha nella mascherata avanguardia mediatica, nella reiterazione, nella copia, nel jingle, i cardini di un efficiente sistema di controllo sociale, politico, artistico. La Bella Addormentata è il nostro tempo, senza orizzonte di risveglio.

Sabato 23 gennaio ore 21
Quotidiana.com
“Tragedia tutta esteriore”
diretto e interpretato da Roberto Scappin, Paola Vannoni
Premio Stefano Casagrande “Loro del Reno” 2008
Prospettiva di indagine nel suo sviluppo prendendo se stessi come oggetto d’analisi.
Uno spazio astratto, una lentezza inquietante.
Uno di fronte all’altro, clandestini.
Una coppia come tante, eterni sfidanti in un match senza vincitori. Si rimbalzano battute surreali, in un dialogo incalzante e rarefatto.
Siamo qui per stare al gioco e nessuna norma che regola.
Esporre l’intimità. L’intimità di un fantoccio. Assecondare l’attitudine al gioco e allo scherno, sottraendo peso alla forma; sostituire necessario con accidentale; ripudiare il proprio io facendolo regredire a i-o, gioendo di una degenerazione ricca di possibilità: uno smembramento di ciò che possediamo nella carne e nel sangue ma non ci appartiene.
Tu non sai cosa porto, io non so cosa porti. Senza portare nulla, muoversi a un compito di verità, arduo. Quello che possiamo fare è renderci ridicoli, sentirci ridicoli. Vogliamo stare davanti a questo ridicolo. Più siamo ridicoli, meglio è. E’ la forza involontaria della vita biologica. Lo sgomento di come siamo.
“Tutto rimanda alla sciatta inanità della vita contemporanea che esibisce esteriormente una tragedia di cui si è persa memoria, una tragedia impossibile che riflette la tragedia reale di un mondo incapace di comunicare. Una beffarda epifania, sospesa nella sua tragicità e comicità al tempo stesso.”

Giovedì 28 gennaio, ore 19:30
Notturno 12
“Peanuts pie”
Con Michele Natale, Luciano Semeraro. Francesca Berti, Chiara Cosentino, Noa Zatta, Luna. Regia e drammaturgia Simonetta Checchia, tecnica Bruno Secchi, costumi Ottovolante, foto Milo Terenziani
per tutte le età
Peanuts Pie vuole essere un omaggio che la compagnia Notturno 12, nata nell’ambito del Laboratorio Teatrale Permanente di Teatro No, vuole dare a Schulz. Il lavoro nasce dalla ricerca della compagnia sull’utilizzo del fumetto come diretto storyboard di un’esperienza teatrale. La struttura dello spettacolo mantiene quella delle strisce, a scena si sussegue scena, i momenti si staccano gli uni dagli altri anche se parte di una stessa storia. I personaggi delineati sono i principali: i fratelli Charlie e Sally Brown, i fratelli Lucy Van Pelt e Linus Van Pelt, con la sua inseparabile copertina azzurra, Snoopy, Frieda che continua a tormentare il bracchetto con la caccia ai conigli.. Peanuts Pie è solo l’inizio di un percorso, vista la quantità e la bellezza delle strisce prodotte da Schulz…

Domenica 31 gennaio, ore 21
Carrozzeria Orfeo
“Gioco di mano” di e con Gabriele Di Luca, regia di Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti, musiche di Gabriele Di Luca e Daniel De Rossi
Raccontiamo la storia di un amore: quello di un ragazzo per il proprio nonno morto di cancro.
Il protagonista ripercorre la travolgente e meravigliosa storia della propria famiglia ricostruendo una complessa e bizzarra trama di relazioni, fatti e leggende. Una “mitologia famigliare” in grado di mescolare e confondere, attraverso una narrazione comica, visionaria e surreale, i sogni con la realtà. I personaggi principali sono cinque: il nipote che con il suo ricordo da inizio alla narrazione; il padre che tutti ricordano per il suo naso storto, per la sua calvizia e la sua infelicità; il nonno che perse le gambe in guerra “cagando”; il bisnonno, famoso per essere improvvisamente invecchiato il 27 Marzo 1978; San Pietro, mandato direttamente da Dio a restituire le gambe al nonno nel giorno del suo funerale.
La memoria riporta i personaggi “nell’aldiquà” attraverso un pretesto davvero insolito e divertente: ogni volta che nel racconto un padre sorprende il figlio a masturbarsi il naturale imbarazzo per l’episodio si trasforma presto nella prima vera occasione di dialogo tra i due e segna l’iniziazione del ragazzo all’età adulta. L’amore, la famiglia, il rapporto di un uomo con la religione e il dolore e, soprattutto, con la propria morte, sono i temi affrontati nel testo. Un’avventura umana ricca di ribaltamenti, equivoci, giochi e colpi di scena. Un racconto semplice, ironico, talvolta tagliente. Una fiaba per tutti, sulla vita.
“… quando i morti ci rimangono nel cuore, anche se Dio non esiste, l’immortalità è possibile …”
nfo e prenotazioni al 333.6118287 – 349.1864745 -347.7744542 – 347.1110917, mail: info@teatrono.it, oppure potete contattare Teatro No su Facebook